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C.G.I.E. in Olanda


9 luglio 2005

Notizie C.G.I.E.

CHE COS’E’ IL CGIE?

Il Consiglio Generale degli Italiani all’estero (CGIE) istituito con la Legge 6 novembre 1998 n. 368 (modificata dalla Legge 18 giugno 1998 n.198), è regolamentato dal D.P.R.14 settembre 1998 n. 329, è il consulente del Governo e del Parlamento sui grandi temi di interesse per gli italiani all’estero. Esso rappresenta il primo passo nel processo di sviluppo della “partecipazione  attiva” alla vita politica del Paese da parte delle collettività italiane nel mondo e costituisce l’organismo essenziale per il loro collegamento permanente con l’Italia.

ORGANI E MEMBRI

Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, è costituito dall’Assemblea Plenaria, dalle Commissioni Continentali e dalle Commissioni Tematiche. Esso è composto da 94 membri di cui 65 eletti direttamente dagli italiani all’estero attraverso le Assemblee elettorali locali e 29 nominati, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su designazione delle organizzazioni nazionali, dell’emigrazione, dei partiti con rappresentanza parlamentare, dei sindacati, dei patronati o di altri organismi.

 

Il Presidente del CGIE, è il Ministro degli Affari Esteri, mentre sono elettive le cariche di Segretario generale, (che convoca l’Assemblea Plenaria ed il Comitato di Presidenza, ne dirige i lavori e dà esecuzione alle decisioni assunte), dei quattro Vice Segretari generali per le tre aree geografiche (Europa, e Africa del Nord; America Latina; Paesi Anglofoni Extraeuropei) e per il gruppo dei membri nominati dal Governo e dal Comitato di Presidenza (composto in totale da 17 membri) che si riunisce almeno 6 volte l’anno.

 

Compiti e funzioni

Nelle due assemble Plenarie annuali, il Consiglio generale esamina i problemi delle comunità italiane all’estero, formula pareri, proposte e raccomandazioni in materia di iniziative legislative o amministrative dello Stato o delle Regioni, accordi internazionali o normative comunitarie concernenti le comunità italiane all’estero.

 

In particolare, il CGIE esprime parere obbligatorio sugli orientamenti del Governo concernenti le seguenti materie:

  • stanziamenti dello Stato in favore delle comunità all’estero

  • programmi pluriennali e relativi finanziamenti per la politica scolastica, la formazione professionale e la tutela sociale e previdenziale.

  • criteri per l’erogazione dei contributi ad associazioni nazionali, patronati, enti di formazione professionale, organi di stampa e di informazione;

  • programmi radio televisivi per le comunità all’estero;

  • linee di riforma dei servizi consolari, scolastici e sociali.

  • Il nostro rappresentante per l`olanda è il Sig. Giorgio Mauro a cui rivolgo un caldo invito a rendere pubblica e più partecipe la comunità sulle attività del C.G.I.E.sulle sue posizioni e interventi nelle varie sedute o riunioni.


CGIE- COMMISSIONE CONTINENTALE EUROPA AFRICA DEL NORD: APPELLO PER LA PARTECIPAZIONE AL REFERNDUM

Il referendum sulla procreazione medicalmente assistita rappresenta, in pochi anni, la terza occasione di esercizio del voto per corrispondenza, conseguito dopo un lungo percorso parlamentare e politico.
Si tratta di un passaggio impegnativo e complesso non solo per la delicatezza dei temi in discussione, che coinvolgono profondamente problemi etici e di coscienza, ma anche per il fatto che sarà la prova elettorale immediatamente precedente al voto politico.

Le persistenti disfunzioni negli elenchi degli elettori, nonostante i progressi compiuti negli ultimi mesi, impongono di non sottovalutare questa occasione, che potrà rivelarsi utile, e forse preziosa, per limitare ulteriormente le lacune manifestatesi.

Il voto degli Italiani all'estero, inoltre, e' sempre un'occasione per sviluppare il sentimento della partecipazione ad una pratica democratica inedita e per l'opinione pubblica italiana un'opportunità di migliore conoscenza delle comunità di origine italiana e delle loro potenzialità civili, culturali, economiche e sociali.
Per questo la Commissione per l'Europa e Nord Africa del CGIE si rivolge ai responsabili istituzionali e alle strutture operative del MAE all'estero, ai Comites e al mondo associativo affinché manifestino particolare attenzione ed impegno per questa scadenza.
Sia pure nel poco tempo che resta, un ulteriore sforzo informativo deve essere compiuto per mettere ciascun elettore nella condizione di esprimere un voto consapevole.
Essa, in pari tempo, si rivolge agli elettori, nel pieno rispetto delle determinazioni individuali e di coscienza, affinché considerino il voto per il Referendum come una prova democratica meritevole di disponibilità e responsabilità. (23/05/2005-/Italian Network)

ASSEMBLEA PLENARIA DEL CGIE DAL 2 AL 4 MARZO

Le Commissioni continentali si riuniranno il 28 febbraio, le Commissioni tematiche il 1° marzo

ROMA - Il Segretario Generale del Cgie Franco Narducci ha convocato per i giorni 2, 3 e 4 marzo la prima Assemblea Plenaria del 2005 del Consiglio Generale.

L’Assemblea si svolgerà a Roma, nella Sala delle Conferenze Internazionali della Farnesina. I lavori dell’Assemblea Plenaria saranno preceduti da quelli delle Commissioni continentali e dei gruppi di lavoro "Donne" e "Sanità" il 28 febbraio e dalle riunioni delle Commissioni tematiche il 1° marzo. Al termine della Plenaria, i lavori del Comitato di Presidenza.

La prima giornata di lavori di Assemblea, mercoledì 2 marzo, inizierà alle ore 10. All’ordine del giorno: Relazione sulle attività del Governo verso gli italiani nel mondo; Relazione del Comitato di Presidenza; intervento dei Rappresentanti del Parlamento; dibattito.

Nel pomeriggio (dalle ore 15) i lavori riprenderanno con le Comunicazioni dei Vice Segretari Generali sui lavori delle Commissioni per le aree continentali.

Si parlerà poi di "Informazione e comunicazione": interventi del Presidente della I Commissione tematica Nino Randazzo, di Rai International; del Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio. Seguirà il dibattito. Infine, le Comunicazioni dei Presidenti delle Commissioni tematiche II, V e VII Antonio Bruzzese, Franco Santellocco, Carlo Erio.

Giovedì 3 marzo i lavori cominceranno alle ore 9,30. Primo tema all’ordine del giorno: "Esercizio del voto all'estero, referendum, anagrafe degli italiani all'estero". Interverrà il Ministro per gli Italiani nel Mondo on. Mirko Tremaglia. Seguiranno gli interventi del Presidente della III Commissione tematica Mario Tommasi, della Commissione Affari Costituzionali del Senato e del Ministero dell'Interno. Seguirà il dibattito. Altro tema che sarà affrontato nella mattinata del 3 marzo la "Riforma della Legge 153": interverrà il Presidente della IV Commissione tematica P. Graziano Tassello. Previsti interventi da parte del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero per gli Italiani nel Mondo. Dopo il dibattito, approvazione del parere del CGIE.

I lavori riprenderanno alle ore 15 con il tema "Cittadinanza - Le proposte di legge in Parlamento e le prospettive per le comunità italiane all'estero". In programma interventi del sen. Riccardo Minardo Presidente del Comitato per le questioni degli Italiani all'estero al Senato; dell'on. Giovanni Bianchi Presidente del Comitato permanente sugli italiani all’estero alla Camera; del Direttore Generale della DGIEPM Adriano Benedetti. Seguirà il dibattito. Si parlerà poi di Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE. Interventi del Presidente della VI Commissione tematica Claudio Micheloni; del Ministero degli Affari Esteri; degli Enti locali. In conclusione, il dibattito.

Infine, nella mattinata di venerdì 4 marzo (dalle ore 9,30): pareri obbligatori espressi dal CGIE e regolamento; Question Time; Ordini del giorno e mozioni.

(Inform, 28.01.05)


LA RIUNIONE DEL COMITATO DI PRESIDENZA DEL CGIE

Si è svolta a Roma presso la Farnesina, neri giorni 24-25 marzo, la riunione del Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero. Al termine dei lavori il Segretario Generale del CGIE Franco Narducci ha illustrato alla stampa le principali questioni affrontate nel corso dell'incontro. Dal Comitato sono stati in primo luogo discussi e calibrati i programmi delle varie Commissioni Continentali che si riuniranno a partire dall'8 aprile, quando avrà luogo a San Francisco l'incontro dell'Area anglofona. Sarà poi la volta della Commissione dell'America Latina, che inizierà i suoi lavori a fine aprile presso la città di Lima, e della Commissione per l'Europa e l'Africa del Nord che si riunirà ad Istanbul dal 19 al 21 maggio.

Il Comitato di Presidenza ha nuovamente esaminato il complesso iter della proposta di riforma della legge 153/71. Un disegno di legge, finalizzato alla formazione linguistica e culturale degli italiani all'estero, che nonostante il lavoro congiunto compiuto dalla IV Commissione tematica del CGIE con gli esponenti della Direzione Generale per gli Italiani all'Estero del MAE non ha ottenuto il pieno consenso: l’ultima Assemblea plenaria del CGIE, su alcuni punti della riforma, ha ribadito specifiche perplessità. "Ora - ha precisato Franco Narducci dopo aver sottolineato il rischio che il clima elettorale possa rallentare l'iter del provvedimento - la riforma della 153 è all'esame del Ministero degli Esteri e del Ministero per gli Italiani nel Mondo. Si prevede comunque che il Governo, una volta acquisiti tutti gli elementi, presenterà il testo al Parlamento. Il contributo ulteriore del CGIE sarà quello, nel momento in cui verrà avviato l'iter del disegno di legge, di esprimere un parere in merito e casomai di ribadire anche al Parlamento le proprie posizioni su alcune questioni di merito".

Per quanto riguarda invece la creazione dell'Osservatorio donne il Comitato di Presidenza, accogliendo una sollecitazione formulata dalla componente femminile del CGIE, ha inoltrato una richiesta a tutti i gruppi parlamentari affinché vengano unificati i due disegni di legge istitutivi giacenti in Parlamento e si passi al più presto alla discussione in aula del provvedimento, senza un lungo iter in Commissione. Una sollecitazione dovuta che però, secondo il Segretario Generale, dovrà confrontarsi con le prevedibili lungaggini derivanti dall'acceso clima politico del momento.

Ma nell'agenda dei lavori non poteva certamente mancare il voto all'estero. Narducci, dopo aver ricordato che in questo contesto il tema centrale continua ad essere la determinazione del corpo elettorale e quindi la bonifica delle anagrafi comunali e consolari, ha infatti espresso compiacimento per l'approvazione da parte del Senato del decreto che porta a 6 milioni di euro lo stanziamento per l'assunzione dei "digitatori". In pratica quegli operatori che dovranno facilitare l'allineamento delle posizioni, rilevate presso le anagrafi consolari e l'AIRE, degli italiani all'estero. Un corpo elettorale formato da più di tre milioni di persone. Da segnalare in questo contesto anche l'azione del tavolo interministeriale che sta mettendo in moto un consistente numero di iniziative volte all'accelerazione e all'ottimizzazione della bonifica anagrafica. Rilevazioni che cercano di accertare da dove provengono e da cosa sono originate le discrepanze fra i vari elenchi.

Dopo aver ricordato il forte e ingiustificato ritardo del bando per la formazione professionale che è ancora all'esame del Comitato di valutazione, Narducci ha annunciato la realizzazione di una vera e propria "mappa del disagio" in cui sono quantificate le risorse della manovra finanziaria, distribuite dai consolati nei vari Paesi, per l'assistenza diretta ed indiretta delle nostre comunità. Una rilevazione tabellare dell'impegno monetario in questo contesto, promossa dalla Commissione Continentale dell'America Latina e realizzata grazie ai dati forniti dallo stesso MAE, che ha consentito sia di quantificare il numero degli indigenti e l'andamento dell'emergenza nel 2004, sia di capire quali siano le tendenze assistenziali delle nostre comunità per il 2005. Nel ricordare che l'assistenza diretta viene gestita dalla rete diplomatica consolare con la cooperazione degli organismi di rappresentanza degli italiani all'estero, Narducci ha sottolineato come questa fotografia della distribuzione delle risorse sul territorio permetterà anche di individuare la quantità e la natura degli interventi assistenziali - questi dati sono già stati forniti dal monitoraggio condotto in Argentina - realizzati nelle varie circoscrizioni consolari.

Dal Comitato di Presidenza sono inoltre state acquisite nuove informazioni sugli interventi scolastici per la lingua e la cultura italiana. A tale proposito, al fine di fotografare Paese per Paese gli enti gestori ed i loro interventi, dalla Direzione Generale per gli Italiani all'Estero è stato fornito un primo documento che visualizza i dati numerici riguardanti il numero dei docenti, dei corsi e degli allievi e suddivide i dati fra gli interventi delle scuole locali e quelli post scolastici. Un primo elemento che però non soddisfa appieno l'esigenza conoscitiva del CGIE.

Narducci si è poi soffermato sulla questione della nuova calibrazione dei criteri di ripartizione delle risorse in finanziaria per i Comites. Aggiustamenti minimali che, per quanto riguarda la distribuzione delle risorse, terranno conto dell'entità della popolazione residente nella circoscrizione consolare dove operano i Comites, dell'estensione chilometrica dell'area geografica coperta dai Comitati e del contesto socio economico dove opera l'organo di rappresentanza. "Su questa tematica - ha poi specificato il Segretario Generale - il CGIE ha chiesto alcuni aggiustamenti minimali per rendere ancora più efficace questo criterio di ripartizione che ha come elemento centrale quello della massima trasparenza". In questo ambito Narducci ha infine segnalato la richiesta al CGIE, da parte della Direzione Generale per gli Italiani all'Estero, di un parere sulla nuova circolare di applicazione della legge sui Comites. Un'analisi molto importante che richiederà ulteriori momenti di approfondimento e che quindi sarà discussa dal Consiglio Generale nel corso della prossima riunione dell'Assemblea plenaria che avrà luogo nel mese di giugno.

(Goffredo Morgia-Inform)
INFORM - N. 69 - 29 marzo 2005

CONFERENZA STATO-REGIONI-CGIE

Entro l’anno dovrebbe venire convocata la Conferenza Stato-Regioni-CGIE. Nel corso dell’incontro degli esponenti CGIE della VI Commissione con i Ministri Calderoli e La Loggia i due rappresentanti del Governo hanno rassicurato sull’intenzione di procedere alla convocazione della conferenza, prevista per legge entro il 2005. Uno degli obiettivi che la Uim intende sottoporre all’attenzione della conferenza è quello di eliminare discriminazioni rispetto a connazionali che vengono da Regioni diverse.
E’ necessario un coordinamento che consenta di affrontare comunemente situazioni di crisi, ad esempio in America Latina. E’ importante che le Regioni mantengano la loro autonomia ma sarebbe opportuno creare un fondo comune nazionale comune in cui convergano finanziamenti delle diverse Regioni e che siano dedicati a coloro che non godono di sussidi o aiuti perché ad esempio la loro Regione di provenienza non prevede fondi particolari.

UIM redazione - 06 marzo 2005


VOTO ALL’ESTERO
America Latina: una comparazione per riflettere sull’ennesima ingiustizia annunciata !

In vista delle prime elezioni con la possibilità per gli italiani residenti all’estero di votare, nel luglio del 2002 il Ministero per gli Italiani nel Mondo pubblicò un libretto dal titolo “Voto degli italiani all’estero – Guida per il cittadino”, che conteneva dei dati (aggiornati all’Anagrafe del MAE del 2001) in base ai quali la “Guida” indicava una ripartizione di massima del numero dei parlamentari che sarebbero stati eletti in ciascuna delle quattro grandi circoscrizioni (*).

Recentemente, i Consiglieri del CGIE hanno ricevuto una comunicazione dal Ministro Cardilli dove – in base ai dati del Ministero dell’Interno - si fanno delle proiezioni sempre sulla distribuzione dei seggi al Senato ed alla Camera delle stesse circoscrizioni (**).

E’ ovvio e risaputo che esisteva uno “scollamento” tra le due anagrafi (quella del MAE e quella del Ministero degli Interni); non possiamo però che evidenziare ulteriormente, scandalizzati e indignati, come l’America Latina viene ancora una volta penalizzata in maniera ingiusta ed in misura grave da tale nota situazione.

Si evidenzia inoltre che gli stessi dati del MAE (presi a riferimento dal Ministero di Tremaglia) sono risalenti al 2001 e che quindi sono sicuramente inferiori a quelli del 2005 e che gli stessi dati del 2005 sarebbero al di sotto di quelli reali in considerazione dell’altrettanto noto arretrato (liste di attesa per la cittadinanza) dei consolati sudamericani !

Ossia: l’America Latina avrebbe diritto secondo i dati reali ad almeno 5 deputati e 3 senatori, mentre rischia di poterne eleggere soltanto 3 e 2, rispettivamente !

Che dire, se non che si tratta di una vergogna e di un grave atto di mancanza di rispetto dei diritti civili di centinaia di migliaia di italiani qui residenti?


Fabio Porta, 28/04/05

COMMISSIONE CONTINENTALE CGIE EUROPA E NORD AFRICA/ L’APPELLO DEI CONSIGLIERI PER I REFERENDUM DEL 12 GIUGNO

La Commissione Continentale per l’Europa ed il Nord Africa del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, riunitasi dal 19 al 21 maggio ad Istanbul, ha approvato un Appello agli elettori italiani all'estero in occasione dei Referendum sulla procreazione medicalmente assistita.
"Il referendum sulla procreazione medicalmente assistita rappresenta, in pochi anni, la terza occasione di esercizio del voto per corrispondenza, conseguito dopo un lungo percorso parlamentare e politico", si legge nel documento. "Si tratta di un passaggio impegnativo e complesso non solo per la delicatezza dei temi in discussione, che coinvolgono profondamente problemi etici e di coscienza, ma anche per il fatto che sarà la prova elettorale immediatamente precedente al voto politico".
"Le persistenti disfunzioni negli elenchi degli elettori, nonostante i progressi compiuti negli ultimi mesi, impongono di non sottovalutare questa occasione, che potrà rivelarsi utile, e forse preziosa, per limitare ulteriormente le lacune manifestatesi. Il voto degli italiani all'estero, inoltre, è sempre un'occasione per sviluppare il sentimento della partecipazione ad una pratica democratica inedita e per l'opinione pubblica italiana un'opportunità di migliore conoscenza delle comunità di origine italiana e delle loro potenzialità civili, culturali, economiche e sociali", prosegue l’appello.
"Per questo la Commissione per l'Europa e Nord Africa del CGIE si rivolge ai responsabili istituzionali e alle strutture operative del MAE all'estero, ai Comites e al mondo associativo affinché manifestino particolare attenzione ed impegno per questa scadenza. Sia pure nel poco tempo che resta, un ulteriore sforzo informativo - sollecita l’appello - deve essere compiuto per mettere ciascun elettore nella condizione di esprimere un voto consapevole".
La Commissione, infine, "si rivolge agli elettori, nel pieno rispetto delle determinazioni individuali e di coscienza, affinché considerino il voto per il Referendum come una prova democratica meritevole di disponibilità e responsabilità".

(aise) 23/05/2005
COMMISSIONE CONTINENTALE CGIE EUROPA E NORD AFRICA/ APPROVATO IL DOCUMENTO FINALE

La Commissione Continentale per l’Europa ed il Nord Africa del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, riunitasi ad Istanbul dal 19 al 21 maggio, ha approvato, a maggioranza con 4 astenuti, un Documento Finale, in cui si toccano importanti questioni, quali l'adesione della Turchia all'Unione Europea ed il ruolo dell’Italia in tale processo, anche in virtù della forte presenza italiana nel Paese. Riportiamo di seguito il testo integrale del Documento.
"La Commissione Continentale Europa e Africa del Nord del CGIE, riunita ad Istanbul dal 19 al 21 maggio 2005, ritiene che l'adesione della Turchia all'Unione Europea renderà il progetto europeo più forte culturalmente, socialmente ed economicamente. L'adesione turca permetterà infatti all'Unione Europea di estendere i grandi ideali e i grandi principi della democrazia, dell'uguaglianza, dei diritti dell'uomo, della tolleranza e della convivenza che sono le fondamenta dell'Unione stessa.
Nel quadro del processo di adesione, l'Europa, in applicazione della carta dei diritti fondamentali, dovrà attivare politiche legate alla integrazione economica, sociale e culturale delle comunità turche che vivono già negli stati dell'Unione. Queste comunità possono servire come interlocutori per far conoscere la Turchia e l'Islam all'opinione pubblica Europea e a tutti i cittadini Europei di modo che la conoscenza reciproca possa aprire la via ad una reale convivenza Europea nella diversità. L'integrazione delle comunità turche aiuterà l'Unione Europea anche a ridefinire i suoi legami con le altre comunità non europee.
L'Italia, già impegnata nel favorire l'adesione della Turchia, dovrà mettere in opera politiche ed iniziative nel campo dell'informazione, anche attraverso idonei programmi destinati a superare i pregiudizi e le angosce di strati della popolazione.
L'economia turca sta attraversando un periodo di stabilità con un'inflazione decrescente al di sotto del 10%, una robusta crescita del PIL (intorno al 9% nel 2004) ed una equilibrata bilancia dei pagamenti, fattori che hanno creato un clima di stabilità che aiuta il progredire degli investimenti stranieri nel paese.
Le imprese italiane sono presenti in molteplici settori: approfittando di un clima economico estremamente favorevole più di 350 aziende a capitale italiano operano nei vari distretti industriali in Turchia. C'è anche una forte presenza di aziende private e familiari italiane con radici molto lontane nel tempo, che hanno saputo e sanno affermarsi in un mercato mondiale sempre più competitivo.
La presenza italiana in Turchia appare all'avanguardia nel campo tecnologico, automobilistico, chimico e bancario: l'Italia è oggi il secondo partner commerciale della Turchia, e la politica di forte appoggio del governo italiano per l'adesione della Turchia alla UE fa prevedere un futuro in continua crescita.
La Commissione Continentale chiede al Governo italiano di continuare a sostenere le imprese italiane sviluppando politiche d'intesa a livello bilaterale ed europeo nel quadro della procedura di adesione.
L'insegnamento dell'italiano in Turchia (a livello elementare, medio e liceale) ha evidenziato la specificità degli Istituti Medi Italiani di Istanbul aperti ai giovani liceali turchi che concorrono alla formazione della classe dirigente del Paese.
La Commissione Continentale ritiene estremamente positivo questo impegno dell'Italia in Turchia, considerato anche l'investimento economico e chiede che la stessa attenzione e lo stesso impegno vengano impiegati nel quadro della diffusione della lingua e cultura Italiana in altri paesi in situazioni similari e in particolare laddove esiste una forte presenza delle comunità italiane anche attraverso politiche ed iniziative a livello tanto nazionale che europeo.
La Commissione Continentale chiede al Governo italiano di operare all'interno della UE per salvaguardare la lingua e la cultura di origine dei cittadini che vivono in uno stato membro diverso da quello di origine.
La Commissione Continentale, in particolare, richiede un intervento del Ministero dei Beni Culturali e della Sopraintendenza Archivistica finalizzato al restauro, alla conservazione e alla valorizzazione della dotazione documentaria in possesso della Società Operaia italiana di Mutuo Soccorso di Costantinopoli, che rappresenta un retroterra significativo dell'identità della comunità italiana in Turchia e della storia della presenza italiana nel Mondo.
La Commissione Continentale, pur sottolineando il lavoro svolto dal MAE, e nonostante i progressi raggiunti in merito alle questioni legate all'anagrafe dei cittadini residenti all'estero e dell'elenco provvisorio elettorale per la circoscrizione estero considera tuttavia molto preoccupante la situazione che è ancora fortemente deficitaria. In realtà esistono ancora 1.300.000 residenti che continuano a non figurare negli elenchi del MIN, mentre circa 600.000 sono gli elettori di incerta individuazione che pur inseriti negli elenchi del MIN non figurano in quello del MAE.
Il Lavoro di allineamento appare molto complesso e di difficile soluzione nei pochi mesi che ci separano dalle elezioni politiche del 2006.
Malgrado la messa a disposizione nelle ultime settimane nelle varie sedi consolari di risorse destinate a migliorare la situazione dell'anagrafe, la Commissione Continentale non può non denunciare la consistente scopertura dei posti in organico nei Consolati. Questo fatto incide molto negativamente non solo nel processo elettorale, ma anche e soprattutto nell'erogazione dei servizi consolari ai cittadini residenti all'estero.
La Commissione Continentale in considerazione della partecipazione degli elettori della circoscrizione estero ai referendum sulla PMA, sottolinea l'insufficienza della campagna di informazione e la preoccupazione per lo stato dell'anagrafe per l'eventuale responsabilità circa il mancato raggiungimento del quorum, evento che potrebbe ricadere negativamente nei confronti della Comunità degli italiani all'estero ed in particolare degli elettori.
La Commissione Continentale chiede al Ministero Affari Esteri ed a quello dell'Interno di cogliere questa ultima occasione per cercare di rimediare a tale situazione.
La Commissione Continentale chiede infine al Governo di operare con determinazione nel quadro delle modalità del voto per corrispondenza per eliminare le gravi disfunzioni verificatesi nelle precedenti tornate elettorali relative alla riservatezza, alla sicurezza ed alla trasparenza del voto".
Nelle dichiarazioni di voto, il Consigliere Tabone ha motivato la sua astensione esprimendo l'assenso per la prima parte del comunicato e la contrarietà per la seconda. Il Consigliere Montanari si è associato. I Consiglieri Losi e Mauro si sono rifatti alle loro dichiarazioni espresse durante il dibattito.

Aise23/05/2005
Sarebbe il caso che il consigliere C.G.I.E. per l`Olanda Sig. Giorgio Mauro
rendesse meno misteriosa alla nostra comunità l`attività del C.G.I.E. e quanto deciso, non lo tenesse per se o per pochi eletti ma rendesse di pubblica utilità quanto di importante si va ad affrontare in tale sede
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Elio Vergna

ISTANBUL ACCOGLIE IL CGIE

Si è riunita a Istanbul, dal 19 al 21 maggio, la Commissione Continentale Europa e Africa del Nord del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all'Estero). Il documento conclusivo spiega come la Commissione ritenga che l'adesione della Turchia all'Unione Europea renderà il progetto europeo più forte culturalmente, socialmente ed economicamente. L'adesione turca permetterà infatti all'Unione Europea di estendere i grandi ideali e i grandi principi della democrazia, dell'uguaglianza, dei diritti dell'uomo, della tolleranza e della convivenza che sono le fondamenta dell'Unione stessa. Nel quadro del processo di adesione, l'Europa, in applicazione della carta dei diritti fondamentali, dovrà attivare politiche legate alla integrazione economica, sociale e culturale delle comunità turche che vivono già negli stati dell'Unione.

Queste comunità possono servire come interlocutori per far conoscere la Turchia e l'Islam all'opinione pubblica Europea e a tutti i cittadini Europei di modo che la conoscenza reciproca possa aprire la via ad una reale convivenza Europea nella diversità. L'integrazione delle comunità turche aiuterà l'Unione Europea anche a ridefinire i suoi legami con le altre comunità non europee. L'Italia, già impegnata nel favorire l'adesione della Turchia, dovrà mettere in opera politiche ed iniziative nel campo dell'informazione, anche attraverso idonei programmi destinati a superare i pregiudizi e le angosce di strati della popolazione.

C'è anche una forte presenza di aziende private e familiari italiane con radici molto lontane nel tempo, che hanno saputo e sanno affermarsi in un mercato mondiale sempre più competitivo. La presenza italiana in Turchia appare all'avanguardia nel campo tecnologico, automobilistico, chimico e bancario: l'Italia è oggi il secondo partner commerciale della Turchia , e la politica di forte appoggio del governo italiano per l'adesione della Turchia all'UE fa prevedere un futuro in continua crescita.

La Commissione Continentale chiede al Governo italiano di continuare a sostenere le imprese italiane sviluppando politiche d'intesa a livello bilaterale ed europeo nel quadro della procedura di adesione. L'insegnamento dell'italiano in Turchia (a livello elementare, medio e liceale) ha evidenziato la specificità degli Istituti Medi Italiani di Istanbul aperti ai giovani liceali turchi che concorrono alla formazione della classe dirigente del Paese. La Commissione Continentale ritiene estremamente positivo questo impegno dell'Italia in Turchia, considerato anche l'investimento economico e chiede che la stessa attenzione e lo stesso impegno vengano impiegati nel quadro della diffusione della lingua e cultura italiana in altri Paesi in situazioni similari e in particolare laddove esiste una forte presenza delle comunità italiane anche attraverso politiche ed iniziative a livello tanto nazionale che europeo.

La Commissione Continentale, in particolare, chiede al Governo italiano di operare all'interno dell'UE per salvaguardare la lingua e la cultura di origine dei cittadini che vivono in uno stato membro diverso da quello di origine. A tal proposito, richiede un intervento del Ministero dei Beni Culturali e della Sopraintendenza Archivistica finalizzato al restauro, alla conservazione e alla valorizzazione della dotazione documentaria in possesso della Società Operaia italiana di Mutuo Soccorso di Costantinopoli, che rappresenta un retroterra significativo dell'identità della comunità italiana in Turchia e della storia della presenza italiana nel Mondo.

Pur sottolineando il lavoro svolto dal MAE, e nonostante i progressi raggiunti in merito alle questioni legate all'anagrafe dei cittadini residenti all'estero e dell'elenco provvisorio elettorale per la Circoscrizione Estero, la Commissione considera tuttavia molto preoccupante la situazione che è ancora fortemente deficitaria. In realtà esistono ancora 1.300.000 residenti che continuano a non figurare negli elenchi del MIN, mentre circa 600.000 sono gli elettori di incerta individuazione che pur inseriti negli elenchi del MIN non figurano in quello del MAE. Il Lavoro di allineamento appare molto complesso e di difficile soluzione nei pochi mesi che ci separano dalle elezioni politiche del 2006.

Malgrado la messa a disposizione nelle ultime settimane nelle varie sedi consolari di risorse destinate a migliorare la situazione dell'anagrafe, la Commissione Continentale non può non denunciare la consistente scopertura dei posti in organico nei Consolati. Questo fatto incide molto negativamente non solo nel processo elettorale, ma anche e soprattutto nell'erogazione dei servizi consolari ai cittadini residenti all'estero. Per questo, chiede al Governo di operare con determinazione nel quadro delle modalità del voto per corrispondenza per eliminare le gravi disfunzioni verificatesi nelle precedenti tornate elettorali relative alla riservatezza, alla sicurezza ed alla trasparenza del voto.

In conclusione, la Commissione ha rivolto un appello agli elettori italiani all'estero in occasione dei referendum sulla procreazione medicalmente assistita. Il referendum - è stato detto - rappresenta, in pochi anni, la terza occasione di esercizio del voto per corrispondenza, conseguito dopo un lungo percorso parlamentare e politico. Si tratta di un passaggio impegnativo e complesso non solo per la delicatezza dei temi in discussione, che coinvolgono profondamente problemi etici e di coscienza, ma anche per il fatto che sarà la prova elettorale immediatamente precedente al voto politico.
Le persistenti disfunzioni negli elenchi degli elettori, nonostante i progressi compiuti negli ultimi mesi, impongono di non sottovalutare questa occasione, che potrà rivelarsi utile, e forse preziosa, per limitare ulteriormente le lacune manifestatesi. Il voto degli italiani all'estero, inoltre, è sempre un'occasione per sviluppare il sentimento della partecipazione ad una pratica democratica inedita e per l'opinione pubblica italiana un'opportunità di migliore conoscenza delle comunità di origine italiana e delle loro potenzialità civili, culturali, economiche e sociali.

News ITALIA PRESS, 23/05/2005

ANCORA INCERTA LA DATA DELL'ASSEMBLEA STATO-REGIONE-CGIE - CONSIDERAZIONI DI MARIO CASTELLENGO, CONSIGLIERE CGIE DI NOMINA GOVERNATIVA

Non è ancora chiaro se si giungerà alla convocazione dell'Assemblea Stato-Regioni-CGIE entro l'anno. Il ministro La Loggia intervenuto ai lavori CGIE ha infatti ribadito la volontà del Governo di convocarla, scaricando le responsabilità del ritardo sulle Regioni. "Questa posizione è estremamente discutibile - ha commentato Mario Castellengo a latere della Plenaria CGIE - perchè a parte il fatto che la maggior parte delle Regioni si sono appena costituite, la convocazione dell'Assemblea resta di competenza governativa. Inoltre non può trattarsi di una richiesta burocratica. Deve essere una proposta politica." Quindi non sono ammesse scusanti per giustificare i ritardi. "Sarebbe estremamente negativo - ha proseguito Castellengo - se l'assemblea Stato-Regioni-CGIE slittasse alla primavera 2006 perchè in questo modo l'iniziativa potrebbe venire facilmente strumentalizzata a fini elettorali"


08/07/2005


SCANDALOSA L’ASSENZA DEL GOVERNO AL CGIE
DINO NARDI, COMPONENTE DEL COMITATO DI PRESIDENZA DEL CGIE


“E’ scandaloso che ancora una volta il CGIE si trovi ad interloquire con sé stesso e il Governo non si degni di mandare un proprio rappresentante ai lavori della Plenaria”
Questo il commento di Dino Nardi, Consigliere CGIE per la Svizzera di fronte all’ennesima assenza del Governo all’apertura della seconda Assemblea Plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. Nessuna certezza poi è emersa dagli interventi degli interlocutori istituzionali alla Plenaria del Cgie. L’Onorevole Pastore, intervenuto sulla legge sul voto, ha illustrato i timori legati alle difficoltà tecniche ancora esistenti in materia di allineamento dei dati Aire. Difficoltà che pur escludendo ad oggi un terzo degli aventi diritto dall’effettivo esercizio del voto, comunque non andrebbero a compromettere la partecipazione al voto da parte degli italiani all’estero. Riprovevole e non accettabile è poi l'insinuazione di Pastore circa la qualità dei potenziali candidati espressi dalla circoscrizione Estero.


08/07/2005


OPERAZIONE MAILING: NECESSARIO RISPONDERE ENTRO IL 30 SETTEMBRE

E’ partita l’operazione “mailing” che consiste nell’invio di un formulario a circa due milioni di connazionali che vivono all'estero al fine di consentire loro l’esercizio del diritto di voto. E’ necessario che tutti i connazionali che ricevono il plico rispondano entro il 30 settembre, restituendo il formulario ricevuto, con l’indicazione esatta del proprio indirizzo. Solo in questo modo sarà possibile uniformare gli elenchi delle anagrafi consolari con l'elenco dell'AIRE, Anagrafe Italiani Residenti all'Estero: requisito necessario per permettere a tutti gli aventi diritto di poter votare. Fino a questo momento i due elenchi hanno presentato delle differenze su circa due milioni di cittadini residenti all'estero, di fatto esclusi dal diritto di voto nelle precedenti consultazioni referendarie.

21/07/2005

Ufficio primo
(Politiche per gli Italiani nel mondo)

Coordinamento ed indirizzo delle politiche;
Proposte legislative della Direzione Generale;
Rapporti con i COMITES ed il CGIE;
Contributi ad Enti, associazioni e comitati aventi carattere assistenziale;
Assistenza ai connazionali all'estero;
Servizio elettorale; anagrafe.

Tel. 0039.06.36912829

Sabato 23 ottobre 2004 I lavori iniziano alle ore 9.50

 Conferenza C.G.I.E ad Amsterdam

 

Presidenza del Vice Segretario Generale Elio CAROZZA

 

 

Il PRESIDENTE accoglie con parole di benvenuto i rappresentanti della comunità italiana in Olanda e ricorda che, secondo una ormai consolidata tradizione, l’ultima giornata di lavoro della Commissione Continentale è dedicata all’incontro con la comunuà locale. Rivolge un particolare saluto alla signora Petrai, Presidente del Comites di Amsterdam, a Salvatore Tozzi, Andrea Mantione e Milan Kocovic, Presidente della Lize.

I due giorni di lavoro sono stati proficui; si è in particolare riflettuto sulla portata della Costituzione in relazione ai diritti, alle libertà, alla libera circolazione, alla formazione e al lavoro, e sui processi di integrazione delle comunità italiane nei Paesi dell’area.

Ringrazia il Consigliere Mauro (Olanda) per la calorosa ospitalità e la perfetta organizzazione, che ha consentito alla Commissione di svolgere il proprio lavoro nel modo migliore. Ringrazia altresì il Console Generale Giungi per l’assidua e partecipata presenza alla riunione continentale.

 

Consigliere Giorgio MAURO (Olanda) sottolinea l’importanza dell’incontro con i rappresentanti della comunità italiana in Olanda, per la conoscenza che può offrire delle caratteristiche dell’emigrazione in questo Paese. Al Console Giungi, da poco giunto in Olanda ma che ha già partecipato ad incontri con i rappresentanti delle associazioni, augura che il soggiorno sia proficuo per lui stesso, per il Consolato e per la comunità. Dà quindi il benvenuto ai componenti il Comites di Amsterdam e a Milan Kocovic, Presidente della Lize, il Comitato Consultivo delle comunità di stranieri in Olanda, provenienti dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Saluta altresì Salvatore Tozzi, che recherà la sua esperienza di imprenditore italiano, e Andrea Mantione, responsabile del Patronato ACLI, che informerà sull’associazionismo italiano in Olanda.

Se il profilo dell’emigrazione italiana all’estero sta cambiando, alcuni valori debbono comunque essere salvaguardati, anzitutto quello della solidarietà, in particolare verso gli anziani che hanno portato l’Italia fuori dai confini.

 

Marco GIUNGI (Console Generale d’Italia ad Amsterdam) interviene sul tema: “Principi e linee evolutive della cittadinanza nell’ordinamento italiano”.

Il concetto di cittadinanza è greco, e l’elaborazione romana ha arricchito l’idea di polis di un significato giuridico e religioso. Secondo la concezione romana, i valori fondanti della cittadinanza erano la religione, il diritto, la politica, valori che nel tempo hanno subito un’evoluzione e che, seppure con pesi diversi rispetto al passato, fanno tuttora parte del moderno concetto di cittadinanza. Con la nascita e l’espansione dell’Unione Europea tale concetto va scisso in nazionale: cittadinanza secondo il diritto italiano, e sopranazionale: cittadinanza secondo il diritto comunitario.

È del 1992 la legge promulgata dallo Stato italiano, che consente il possesso di altre cittadinanze accanto a quella italiana. Ciò significa che il cittadino italiano oggi non è necessariamente bianco e cattolico e non parla necessariamente italiano.

La cittadinanza europea viene definita per rinvio alle legislazioni nazionali e, benché sia ancora lunga la strada per giungere alla perfetta equiparazione del cittadino europeo a quello nazionale, in un futuro non lontano la quasi totalità dei servizi legati alla cittadinanza saranno prestati al cittadino europeo dallo Stato territoriale. (All. 11)

 

Il PRESIDENTE ringrazia il Console Generale Giungi per le puntuali delucidazioni sull’evoluzione del concetto di cittadinanza sotto i profili etico, giuridico e politico.

 

Antonella PETRAI (Presidente del Comites di Amsterdam) vive in Olanda da quattro anni ed è stata recentemente eletta Presidente del Comites di Amsterdam, che è l’unico per i Paesi Bassi essendo stato soppresso quello di Rotterdam. La comunità che rappresenta è di tipo complesso, composta da persone della prima emigrazione degli anni ’60, da discendenti di seconda e terza generazione che sempre meno parlano la lingua italiana, e infine dalla nuova emigrazione, che risale al massimo a dieci anni fa.

Nel Comites sono rappresentate tutte le fasce di età e in modo paritario entrambi i sessi; si compone di 12 membri dislocati su tutto il territorio, e dunque con la possibilità di essere abbastanza vicini alla comunità.

Le difficoltà con le quali si è confrontata nei sette mesi da quando ha assunto la Presidenza sono consistite nella riorganizzazione interna e nella presa di contatto con la collettività.

Le associazioni stanno morendo, probabilmente perché non hanno saputo individuare nuovi modelli di funzionamento, e ad esse occorre dare nuova linfa. I finanziamenti consentono soltanto di affrontare la quotidianità, ma non permettono assunzione di iniziative. Ritiene che debba essere rivisto il sistema di informazione e comunicazione, perché i connazionali non conoscono quale lavoro il Comites svolga.

Quanto al diritto di voto per corrispondenza, tanto atteso e sicuramente una conquista, per poterlo esercitare in piena consapevolezza occorrono informazioni adeguate e diversificate, mentre in Olanda, ma non in tutto il territorio, si riceve via cavo soltanto RAI 1 (che tra l’altro cripta molte trasmissioni); i quotidiani hanno un costo elevato e il web non è ancora un mezzo di informazione diffuso.

Lamenta che RAI 1 non preveda trasmissioni dedicate e in lingua locale, per tenere conto delle seconde e terze generazioni che ormai non parlano più italiano, e sottolinea la necessità che i connazionali nel mondo siano messi in condizione di essere italiani a 360 gradi, anche se non parlano la lingua.

La comunità italiana all’estero porta messaggi sull’italianità, promuove la cultura e la lingua, è detta ambasciatrice dell’Italia, ma i processi debbono essere reciproci, e in Patria che cosa si fa per la comunità? È forse previsto nelle scuole l’insegnamento del fenomeno migratorio?

Segnala che anche chi è in Olanda da tantissimi anni, ogni cinque è tenuto a rinnovare la Carta di soggiorno, con una procedura ora particolarmente burocratizzata. Inoltre, alcuni titoli di studio non sono riconosciuti, come il diploma di infermiere specializzato o di fisioterapista.

 

Il PRESIDENTE ritiene si debba a Radio Onda, la radio italiana di Amsterdam a suo tempo informata della riunione della Commissione, l’odierna massiccia presenza di connazionali.

Le considerazioni della Presidente del Comites di Amsterdam sono giuste e condivisibili; la sua voce si aggiunge a quella della Commissione.

 

Salvatore TOZZI (Esperto) è nato a Napoli e vive da 29 anni in Olanda dove, dopo un periodo di assestamento, avendo verificato l’impossibilità di reperire in particolare la mozzarella, della cui produzione aveva competenza, ha tentato l’introduzione nel mercato di tale prodotto, che nel tempo si è andato affermando in modo diffuso. Nel 1992 ha ceduto a una società multinazionale l’azienda che tuttora porta il suo nome, a condizione di restarne Direttore. Nel Paese egli non si è mai sentito straniero.

 

Il PRESIDENTE dà lettura del Documento finale dei lavori da sottoporre all’approvazione della Commissione, occasione per i rappresentanti della comunità di conoscere in sintesi gli argomenti affrontati e le decisioni cui si è pervenuti.

 

Claudio MICHELONI (Svizzera) fa rilevare che il problema della rete consolare è generalizzato, per cui non si possono indicare in particolare due Paesi. Ricorda poi che nel corso dei lavori della giornata di ieri è stata avanzata la proposta, su cui non è stata presa alcuna decisione, che nell’Assemblea Plenaria di dicembre una giornata sia dedicata alla questione dell’anagrafe, con la presenza anche dei due Ministeri interessati.

 

Mario TOMMASI (Lussemburgo) propone che al secondo paragrafo del punto 2, laddove si parla di tutti i Paesi dell’area europea, si aggiunga il Nord Africa. A proposito del fatto che “la Commissione prende atto e fa proprio il documento del CdP”, sottolinea l’impossibilità, per quanto lo riguarda, di votare su qualcosa che non conosce.

 

Il PRESIDENTE osserva che dalla relazione sul Nord Africa non è emersa una situazione analoga a quella dei Paesi dell’area europea. Aggiunge poi che il Consigliere Conte (Germania) darà lettura del testo del documento approvato dal CdP il 20 ottobre e che per motivi tecnici ancora non è stato diffuso.

 

Dino NARDI (Svizzera) non ritiene sufficiente esprimere l’auspicio che la Rete consolare sia rafforzata.

 

Lorenzo LOSI (Gran Bretagna) conferma la necessità di rafforzare il concetto e che si debba esprimere “la volontà”.

 

Oscar CECCONI (Svezia) chiede che il documento sia integrato con la richiesta da lui avanzata, che le ASL italiane siano informate in ordine ai tesserini sanitari magnetici.

 

Ricordato che in Germania è già stato chiuso per dieci giorni un Ufficio consolare per i passaporti, Tommaso CONTE (Germania) invita i colleghi della Germania ad astenersi dal votare il documento, a meno che la DGIEPM non assuma l’impegno di informare sul rapporto, in Europa, tra dipendenti della Rete estera e collettività.

Dà quindi lettura della bozza del documento approvato dal Comitato di Presidenza riunito a Roma dal 18 al 20 ottobre, avvertendo che ad esso sono state apportate, proprio in chiusura di riunione, alcune modifiche di modesta entità.

 

Claudio POZZETTI (Italia) chiede che al quarto capoverso della prima pagina, penultima riga, dopo la parola: “vivono”, e al secondo capoverso della seconda pagina, dopo la parola: “risiedono”, si aggiungano le altre: “e/o lavorano”.

 

Norberto LOMBARDI (Italia) fa riferimento al punto 2 per suggerire, a proposito delle giovani generazioni, un richiamo affinché una sempre maggiore attenzione sia dedicata ai problemi dei giovani e delle nuove mobilità. Al punto 3, a proposito dei fondi decurtati con il decreto taglia-spese, ritiene necessario aggiungere che se ne chiede l’immediato ripristino. Quanto all’anagrafe, oltre a chiedere la discussione in Plenaria si potrebbe fare cenno all’indifferibile esigenza di un ricorso a soluzioni straordinarie e immediate.

 

Per non sottrarre tempo agli interventi dei rappresentanti della comunità locale, Lorenzo LOSI (Gran Bretagna) propone che ciascuno prenda con calma in esame il testo del documento, per poi inviare al Vice Segretario Generale nel giro di pochi giorni le proprie osservazioni.

 

Tommaso CONTE (Germania) suggerisce di aggiungere laddove si parla di rete consolare e dopo " ....ad esempio in Germania ed in Spagna" la frase "..... ove maggiori sono i segnali di inadeguatezza delle risorse disponibili".  

 

Il PRESIDENTE invita ad accogliere la proposta del Consigliere Losi (Gran Bretagna), fissando per il prossimo martedì il termine entro il quale dovranno giungere le osservazioni. Avverte che al testo dovrebbero essere presumibilmente apportati soltanto ritocchi, per tenere conto dei rilievi presentati; qualora vi fossero modifiche, se ne assume sin d’ora la responsabilità. (All. 12)

 

Milan KOCOVIC (Presidente Lize) è Presidente della Lize, organo consultivo del Governo olandese per i cittadini dell’Europa meridionale in Olanda, circa 180 mila persone di cui quasi 36 mila italiane di nascita o di origine.

La Lize, che opera a livello nazionale, si impegna per il riconoscimento dei diritti dei cittadini dell’Europa meridionale e fa parte della LOM, organismo che riunisce sette associazioni nazionali e che rappresenta le minoranze, le quali per legge debbono essere consultate dal Governo su determinate materie. Il Ministro dell’Integrazione è tenuto a indire almeno tre volte l’anno riunioni con la LOM.

Richiama la memoria di un italiano, Dario Secchi, che molto si è adoperato per i connazionali in Olanda, è stato uno dei soci fondatori della Lize e per anni suo Presidente.

Si può in linea di massima affermare che in Olanda si è compiuta senza troppi problemi l’integrazione degli italiani, che sono riusciti ad affermarsi in diversi settori: ristorazione, gelateria, industria, musica, artigianato. Né va dimenticato che numerosi musei si devono ad architetti italiani. Esistono comunque ancora delle difficoltà in particolare per gli emigrati della prima generazione, divenuti anziani e bisognosi di aiuto. Le associazioni rappresentano un punto dolente, i Comuni dovrebbero continuare a finanziarle e in genere ad esse dovrebbe essere prestata maggiore attenzione, poiché soprattutto per gli anziani sono un punto di riferimento.

Da parte loro, gli italiani dovrebbero meglio utilizzare le possibilità di partecipazione ed integrazione offerte dalla società olandese. Alle elezioni comunali raramente si candidano i cittadini originari dell’Europa meridionale, e la partecipazione al voto è molto bassa. Nel Comune di Delft è stato eletto un italiano, Gino Scalzo, il quale non si stanca di invitare a fare uso del diritto di voto piuttosto che lamentarsi.

È necessario essere più attenti alle esigenze dei giovani, sia di seconda generazione che di nuova emigrazione, cui la Lize cerca di dare voce. Ai temi che loro interessano, come la doppia nazionalità, l’essere portatori di due culture e il patrimonio culturale, deve essere riservata un’attenzione prioritaria.

 

Andrea MANTIONE (Patronato ACLI) è stato invitato a parlare di storia, stato e ruolo delle associazioni ma, poiché è rappresentante di un Patronato e corrono voci di tagli ai contributi per poter finanziare la promozione del made in Italy attraverso gli Istituti Italiani di Cultura, invita a vigilare, poiché i Patronati svolgono un ruolo ben preciso: rivendicano i diritti all’estero dei connazionali emigrati. Il Governo tenta di convincere che la Finanziaria 2005 sarà soltanto di sistematizzazione della spesa, invece è un documento che non piace ai sindacati, ai datori di lavoro, alle associazioni e ai cittadini in Italia e all’estero.

Passando alle associazioni, ritiene opportune alcune considerazioni sul tipo di emigrazione in Olanda. I primi connazionali, giunti per lavorare prevalentemente nelle miniere, nelle acciaierie e nell’industria metallurgica ed edilizia, hanno per lo più sposato donne olandesi. Nella divisione dei ruoli, ai mariti spettava il compito di lavorare e alle mogli quello di curare i rapporti esterni e l’educazione dei figli, che così hanno conosciuto quasi esclusivamente la lingua olandese.

Poiché i matrimoni misti non erano in genere ben accetti e le giovani coppie avevano difficoltà di inserimento nella società, sono sorti circoli e associazioni, luoghi di incontro e socializzazione. È degli anni ’60-’70 l’attenzione dei partiti politici italiani verso gli emigrati, considerati potenziali elettori, il conseguente interesse da parte delle associazioni nazionali e la costituzione a livello locale di associazioni regionali. Gli attuali organismi di rappresentanza degli italiani all’estero sono frutto del lavoro e della collaborazione di associazioni locali, regionali e nazionali e dei partiti politici.

Una vera e propria integrazione non si è mai realizzata, l’interesse per la politica è in genere scarso e, tranne poche eccezioni, nessun italiano ha raggiunto cariche importanti o si è particolarmente affermato nel mondo della cultura o delle imprese.

Attualmente sopravvivono a stento poche delle vecchie associazioni, dove più che altro si riuniscono anziani di prima emigrazione soltanto per avere l’occasione di incontrarsi. La nuova emigrazione ha altri interessi e si è orientata verso diversi tipi di associazionismo, mentre è difficile avvicinare i discendenti di seconda e terza generazione, che non si sono mai sentiti realmente italiani. Del resto, coloro che si sono lasciati coinvolgere in occasione delle elezioni dei Comites devono ancora ricevere il compenso loro dovuto, e questo genera sfiducia nelle istituzioni italiane e sempre maggiore distacco.

Se è vero che l’associazionismo è una risorsa, su di esso occorre investire. In caso contrario sarà inevitabile che si realizzi un distacco irreversibile dalla Madrepatria dell’Italia fuori dei confini. Auspica conclusivamente che insieme ci si impegni a che ciò non avvenga.

 

Franco DADDA (Esponente della comunità locale) è stato Segretario Generale della FILEF per l’Olanda ed attualmente svolge lavoro volontario in favore degli italiani ultracinquantenni di Amsterdam, alcuni dei quali versano in condizioni di precarietà, senza poter contare su aiuti da parte del Governo italiano e del Consolato. Le domande ricorrenti attengono a questioni giornaliere spicciole, come l’essere accompagnati a visite specialistiche o il disbrigo di pratiche burocratiche, che però rappresentano serie difficoltà per chi non è in grado di affrontarle. Vi è poi il problema degli anziani che vivono stentatamente solo grazie a modesti sussidi, e per lui non è un buon motivo che in Italia gli anziani bisognosi abbiano meno che all’estero, perché si dovrebbe tenere conto delle difficoltà che questi connazionali hanno dovuto affrontare nella vita.

Il Comites recentemente eletto ha tenuto numerose riunioni sulle quali non si hanno informazioni, e anche oggi c’è stato un gran dispendio di parole, che però non risolvono i problemi degli emigrati in Olanda, spesso conseguenti alla bassa istruzione, alla debolezza finanziaria, alla lontananza dalla famiglia e dal Paese di origine, che certo non aiutano l’integrazione in quello di accoglienza. Infine, il sogno del rientro al luogo di origine spesso non si può realizzare per la difficoltà di trovare alloggio, senza il concreto aiuto degli Uffici consolari, i quali lamentano una costante carenza di personale per i disbrigo delle pratiche, che però in taluni particolari casi sono risolte celermente. 

Con riferimento alla composizione del Comites, fa rilevare che le pari opportunità non sono rispettate, in quanto in Olanda il rapporto uomini/donne è di 3 a 1, per quanto riguarda i cittadini italiani. La disaffezione al voto, egli osserva, è conseguenza del disinteresse delle Autorità italiane verso il mondo dell’emigrazione. È indubbia l’utilità dei Patronati, quando però funzionano, e questa a suo avviso è una cosa da verificare. Infine, ci si dovrebbe domandare per quale motivo un gran numero di matrimoni misti si concludano con divorzi.

In conclusione, auspica che l’Italia faccia qualcosa in più per gli italiani all’estero, e in tal senso le Autorità consolari e i Comites dovrebbero esercitare una pressione. (All. 14)

 

Aldo CUNEO (Presidente dell’Associazione dei liguri) fa rilevare che l’associazione della quale è Presidente vive delle sole quote associative. Richiama l’attenzione sul problema di numerosi anziani che non sono in condizione di rientrare in Italia e per i quali l’unico contatto con la Madrepatria è costituito dalla RAI, che però non raggiunge tutto il territorio. Egli ha proposto inutilmente alle Autorità comunitarie che in ogni Paese dell’Unione i cittadini possano ricevere trasmissioni dedicate nella lingua di origine.

Osserva quindi che la promozione della cultura italiana dovrebbe avere inizio sin dalla scuola elementare a partire da cinque anni di età, cosa che egli da sette anni realizza nella scuola che dirige, dove tra l’altro si insegna anche cultura e arte culinaria.

 

Vincenzo CARCHETI (Esponente della comunità italiana in Olanda) si sofferma sul ruolo di mediazione politica del CGIE. Osserva che la situazione che vivono le associazioni in Olanda non differisce rispetto agli altri Paesi europei: per tutte si pongono problemi economici e strutturali, e questo non le mette in grado di realizzare un monitoraggio sulle condizioni di disagio di alcuni connazionali. Poiché, in vista delle elezioni del 2006, dovrebbe esservi una maggiore disposizione all’ascolto da parte dei vari partiti politici, domanda se non sia possibile chiedere per esse un sostegno economico. Riterrebbe opportuno che i Comites si incaricassero del coordinamento tra le associazioni, il cui compito dovrebbe essere di segretariato sociale in collegamento con i Consolati, i quali andrebbero dotati dei mezzi necessari per lavorare meglio. Sottolinea infine l’importanza di un miglior rapporto dialettico tra le strutture istituzionali centrali e periferiche.

 

Per il Ministro Adriano BENEDETTI partecipare a queste sessioni di lavoro è fondamentale per prendere contatto con la realtà delle nostre comunità all’estero. Ringrazia gli organizzatori dell’incontro e rivolge parole di apprezzamento al Console Generale Giungi, la cui esposizione sull’evoluzione del concetto di cittadinanza avrebbe meritato maggiori spazi di approfondimento.

Ha ascoltato con attenzione gli interventi e considera come sia facile rivolgere critiche all’Amministrazione, talvolta anche fondate; ma non si conoscono l’impegno che i momenti elettorali richiedono agli organi centrali e periferici né la grande responsabilità con cui vanno affrontati.

Ringrazia la Presidente del Comites di Amsterdam per aver messo l’accento, in particolare, sulla questione dell’informazione, che è alla base dell’esercizio di qualsiasi diritto e processo di individuazione o di rafforzamento dell’identità, ed è connessa alla conoscenza della lingua. L’informazione è prevalentemente legata al mezzo radiofonico e televisivo ed esistono indubbie carenze. In Europa si capta soltanto la RAI; alle comunità all’estero è soprattutto rivolta RAI International, la cui componente di produzione propria sulla programmazione di 24 ore è limitatissima. È stato giustamente rilevato il problema della non captabilità di alcuni programmi RAI, soprattutto di carattere sportivo; egli assicura che il problema è stato rappresentato alle più alte istanze e si augura che sia possibile trovare una soluzione.

Il lavoro svolto dai Patronati nel mondo, di supporto alle strutture della Rete consolare, è noto e apprezzato dall’Amministrazione centrale. Poiché il finanziamento dei Patronati non dipende dall’Amministrazione degli Esteri, non è in grado di fornire indicazioni concrete sulla struttura della Legge finanziaria; se però c’è una preoccupazione che si teme possa essere fondata, invita il CGIE e gli stessi Patronati a farsene portavoce.

Il fenomeno dell’emigrazione ha avuto una grande rilevanza per il Paese. Nell’arco di cento anni hanno lasciato l’Italia oltre 30 milioni di persone, che attraverso le rimesse hanno concorso a rafforzare l’economia italiana, consentendo di guardare verso il futuro con maggiore ottimismo. Per decenni l’emigrazione non è stata presa nella dovuta considerazione, le sue dimensioni storiche non sono state apprezzate nella giusta misura, ma essa ha caratterizzato la storia italiana ed è destinata ad avere incidenza anche in futuro. Ora si registra una ben maggiore considerazione nei confronti di quattro milioni di cittadini con passaporto italiano che risiedono nel mondo e di una popolazione di ascendenza italiana di circa 60 milioni, e il voto all’estero è il riconoscimento dell’interesse del popolo italiano per questa parte importante dell’italianità che per necessità di lavoro o di vita si è trasferita in altri Paesi.

I giovani sono una componente essenziale, e si corre il rischio di perderli se non si riesce a mantenere con essi un contatto, possibile in particolare attraverso il mantenimento della lingua italiana. C’è indubbiamente una grossa responsabilità degli organi centrali nel predisporre i finanziamenti necessari, ma esiste pure una responsabilità individuale: se nelle famiglie miste i bambini sono cresciuti parlando soltanto la lingua locale, si deve riconoscere una responsabilità anche dei connazionali. Egli teme che si parli sempre più di un mondo di diritti, senza tenere presente la parte corrispondente di doveri.

A proposito degli anziani, ricorda di avere posto ieri l’accento sull’emigrazione come sofferenza per il distacco e per lo sforzo del radicamento nella nuova realtà, ma in nessuna categoria la sofferenza è così profonda come nell’anziano. I problemi prospettati sono reali, e anche in questo caso vi possono essere carenze da parte delle strutture pubbliche italiane; tuttavia, egli aggiunge, a questi problemi bisogna far fronte anche mobilitando le energie della comunità italiana emigrata, perché non si può pretendere che i dipendenti dei Consolati possano assicurare un’assistenza minuta come quella doverosa nei casi di molti anziani.

L’esigenza rappresentata, di maggiore contatto della Rete diplomatico-consolare con la comunità e i suoi organismi di rappresentanza, è stata oggetto di numerose comunicazioni dell’Amministrazione centrale, poiché dal continuo raccordo fra Comites e CGIE e gli Uffici consolari trarrà beneficio tutta la comunità.

La Rete consolare, alla quale si chiede molto, dispone di risorse molto limitate. Nei Consolati, che svolgono funzioni simili a quelle dei Comuni, c’è un impiegato in ragione di 2.500-4.000 connazionali, contro un rapporto di 1 a 500 dei Comuni italiani. Invita pertanto le istanze rappresentative del CGIE e delle comunità all’estero a sollecitare le Autorità centrali affinché le risorse messe a disposizione della Rete consolare siano adeguatamente potenziate.

 

Il Console Marco GIUNGI fa rilevare che, per quanto riguarda l’assistenza sociale, vi sono griglie concordate con l’Ambasciata e il MAE per determinare i parametri di riferimento. Il sostegno a esigenze spicciole di vita quotidiana dei connazionali anziani è possibile, compatibilmente con il livello di risorse rappresentato dal Ministro Benedetti, ed egli rende merito alle associazioni italiane che volontariamente sono di supporto al Consolato nell’azione di assistenza alle fasce più derelitte.

Contesta l’affermazione che non può essere portato a giustificazione il fatto che gli anziani che necessitano di sussidi, in Italia hanno meno che all’estero.

Circa gli alloggi per chi rientra in Italia, il Consolato cerca di agevolare le relazioni con le Regioni di origine, che spesso offrono facilitazioni ai loro emigrati desiderosi di tornare in Patria.

All’osservazione adombrata che la scarsità di personale del Consolato non impedirebbe a qualcuno di ricevere un trattamento di favore, risponde facendo rilevare che esiste un’etica del dipendente pubblico che si cerca di applicare rigorosamente.

Indubbiamente la RAI non è presente dappertutto e cripta alcuni programmi. Vi sono Commissioni miste che da un anno cercano di risolvere un problema non facile, perché legato al reperimento di fondi.

Parlando dell’evoluzione del concetto di cittadinanza egli ha evitato di affrontare aspetti tecnici, ma ritiene utile far cenno alla questione del recupero della cittadinanza italiana. La legge 91/92 indica due sistemi: uno, più snello, consistente nel recarsi in un paese, eleggervi il domicilio ed esprimere il desiderio di acquistare la cittadinanza italiana. In questo caso l’inconveniente è rappresentato dal fatto che, secondo la Convenzione di Strasburgo, ne deve essere data comunicazione al Governo olandese, che dovrebbe revocare la propria cittadinanza. Un secondo sistema, più complesso, consiste nel recarsi in Italia, assumervi la residenza e mantenerla per un anno, al termine del quale la riattribuzione della cittadinanza italiana per i cittadini che l’avevano perduta è automatica, e dunque sfugge al sistema della Convenzione di Strasburgo. Pertanto, secondo l’interpretazione dottrinaria (che invita a verificare presso il Ministero di Giustizia olandese), mancando una manifestazione di volontà dovrebbero poter essere mantenute entrambe le cittadinanze.

 

Il PRESIDENTE ringrazia i rappresentanti della comunità italiana intervenuti; il Consigliere Mauro (Olanda), che con brillanti risultati ha curato la parte organizzativa; il Ministro Benedetti che ha seguito con interesse i lavori ed è stato prodigo di spiegazioni; il Console Giungi per la cortesia e l’ospitalità.

Dichiara quindi chiusi i lavori della Commissione Continentale.

 

I lavori terminano alle ore 13.10

Fonte:  http://www.esteri.it/doc/cc03.doc





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